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Storia di Ibra

Ibra è del Gambia e ha solo 16 anni. Sbarcato in Calabria dopo essere stato salvato dalla Ocean Vicking si è ritrovato da solo a Milano.

E' un ragazzo sveglio e parla un buon inglese quindi si rivolge subito ai primi uomini in divisa che incontra. Segue le indicazioni che questi gli danno (un indirizzo scritto a mano su un foglietto), ma non sapendo orientarsi con i mezzi va a piedi, lasciandosi guidare da google map e macinando chilometri, dove gli dicono di andare; arrivato parla con gli operatori di un centro di accoglienza che invece di accoglierlo lo rimbalzano in un altro posto ancora. E qui, come nel gioco dell'Oca, altri lo rimandano al via. Nessuna delle persone che gli sono state segnalate per avere aiuto si attiva per dargli una mano. A nessuna viene nemmeno in mente di chiedergli se ha fame o freddo... Così per 4 lunghi giorni. Pensavo che sarei morto dirà poi ai volontari che il 10 gennaio, stremato e intirizzito, lo hanno trovato in Stazione Centrale.

Nonostante le numerose telefonate quella sera non si riesce a farlo prendere in carico dalle forze dell'ordine. Sarà ospitato da Alessandra che lo porta a casa sua... finalmente al caldo e al sicuro. Il giorno seguente è con noi in guardaroba. Da questo momento ognuno di noi farà il suo pezzettino per dargli una mano.

Ibra è ora ospite di un centro di accoglienza per minori a Milano. Va a scuola ed è felice. In Gambia era una promessa del calcio. A breve, terminate alcune pratiche burocratiche, potrà riprendere ad allenarsi in una squadra giovanile. Per lui la felicità sarà completa.


Peccato dover oscurare il suo volto e la gioia che trasmettono i suoi occhi… Il regalo per il diciassettesimo compleanno di Ibra (in primo piano nella foto) è stato la promessa iscrizione ad una squadra di calcio.


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